Dal 24 Gennaio al 2 Marzo 2012
Giannetto Bravi e Anna Muzi
“L’angelo di Melozzo da Forlì e il radicchio di Treviso”
Che cos’è il consumo culturale? E’ una forma declassata di cultura o un esempio avanzato di consumo? A questa domanda le opere di Giannetto Bravi e Anna Muzi forniscono la medesima risposta: è entrambe le cose, e perciò è estremamente interessante.
Innanzitutto è il consumo stesso ad esercitare una forte attrazione estetica su entrambi gli artisti. Muzi infatti ambienta i suoi dipinti nei supermercati, e preferibilmente nei reparti verdure e latticini. Qui, sullo sfondo di confezioni ordinatamente impilate di cavoletti di Bruxelles e di radicchio di Treviso, ritrae postadolescenti dall’aria fiera, talvolta ammiccante, ma sempre vagamente minacciosa. Ognuno di loro brandisce un’arma: un oggetto totemico prelevato dall’immaginario cinematografico o televisivo, che resta però uno strumento efficace di offesa, con tutto il suo potenziale distruttivo. In un’allarmante associazione tra giovinezza, consumo massificato e violenza implicita, Muzi mette in luce l’ambiguità di un modello di adolescenza capace di esercitare un fascino tanto autentico quanto conturbante. Forse anche per il suo essere un modello di “alto consumo”.
Le opere di Giannetto Bravi invece hanno come mondo di riferimento il museo, e in
particolare quell’area attrezzata per il consumo culturale che va sotto il nome di
bookshop. Da qui Bravi attinge la materia prima con cui realizza la sua Quadreria
(una sorta di riassunto della pittura mondiale attraverso assemblaggi di cartoline
dei capolavori), e ultimamente preleva anche gli oggetti del merchandising più avanzato:
delle piccole eccellenze di ingegno commerciale, dei gadget visionari come scatole
di puzzle, gomme da cancellare, borse in tela, magneti decora-
Dal 6 Marzo 2012
“Gioco di specchi”
I curatori di questa rassegna hanno raccolto le opere di 19 artisti che, in tempi diversi, hanno lavorato su questa magica superficie. Infatti lo specchio non ha solo la capacità di riprodurre la realtà che ci circonda come mero ripetitore dell'esistente, ma assume anche valori altri che coinvolgono la nostra sfera psichica.
Le opere scelte per questa esposizione dimostrano, oltre alle diverse capacità realizzative, come ogni artista abbia manifestato anche il suo coinvolgimento emotivo misurandosi con questo materiale. Si va da interpretazioni ludiche ad altre concettuali, dalla negazione stessa della superficie alle citazioni storiche, fino al mito di Narciso.
Un'affascinante miscellanea che cattura l'osservatore rendendo lui stesso interprete partecipe di un coinvolgente ... gioco di specchi.
Artisti presenti
Gabriella BENEDINI Mirella BENTIVOGLIO Enrico BERTELLI Sergio BORRINI Clara BRASCA Giannetto BRAVI Viviana BUTTARELLI Alik CAVALIERE Candida FERRARI Franco GRIGNANI Hsiao CHIN Ugo LA PIETRA Alberto MARTINI Gianfranco MILANESI Nadia NAVA Lucia PESCADORr Luciano PIVOTTO Fausta SQUATRITI William XERRA
Dal 5 Aprile all’11 Maggio 2012
Pina Inferrera
“Atmosfere”
L’artista avvalendosi della fotografia digitale, che poi elabora e compone, presenta boschi, laghi e lande ghiacciate immersi in un’atmosfera fantastica e volutamente irreale.
Gli alberi sembrano grandi piovre con radici e rami che appaiono come tentacoli. Siamo di fronte alla costruzione di un’immagine metafisica, dove, ancora, non è chiaro quale sia la realtà “vera” o quella apparente. Le tonalità dei colori che caratterizzano l’opera e l’obiettivo che si posa sui tronchi tagliati e sulle rive deserte lambite dall’acqua sembrano volere evocare il silenzio, la solitudine.
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Ad un’osservazione più attenta i ceppi tagliati sono attraversati da un’insospettabile vitalità: le radici si muovono come volessero artigliare la terra, muoversi su di essa con zampe che ghermiscono pietre.
Gli ambienti rimandano a visioni elfiche che solo i racconti fiabeschi e romantici sapevano descrivere. E il visitatore entra in rapporto con una visione di una natura che preserva il proprio senso mistico e misterioso. I progetti espositivi dell’artista frequentemente prevedono un coinvolgimento sonoro con musiche composte appositamente per le sue opere.
Roberto Mutti
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