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Dal  4 al 19 settembre 2012 e dal 21 settembre al 22 dicembre 2012

Mario Mertz e Giuseppe Penone

Erbari

In questa occasione verranno esposte due serie di opere su carta di due protagonisti dell’Arte Povera. 14 tavole che compongono il ciclo Da un erbario raccolto nel 1979 in Woga-Woga, Australia, realizzato da Mario Merz nel 1989, accostano a diversi esemplari di foglie di piante (su cui l’artista interviene come suo solito con lo scotch) la numerazione tipica della successione di Fibonacci.

 

 

 

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Dal 24 Gennaio al 2 Marzo 2012

Giannetto Bravi e Anna Muzi                            

L’angelo di Melozzo da Forlì e il radicchio di Treviso

Che cos’è il consumo culturale? E’ una forma declassata di cultura o un esempio avanzato di consumo? A questa domanda le opere di Giannetto Bravi e Anna Muzi forniscono la medesima risposta: è entrambe le cose, e perciò è estremamente interessante.

Innanzitutto è il consumo stesso ad esercitare una forte attrazione estetica su entrambi gli artisti. Muzi infatti ambienta i suoi dipinti nei supermercati,  e preferibilmente nei reparti verdure e latticini. Qui, sullo sfondo di confezioni ordinatamente impilate di cavoletti di Bruxelles e di radicchio di Treviso, ritrae postadolescenti dall’aria fiera, talvolta ammiccante, ma sempre vagamente minacciosa. Ognuno di loro brandisce un’arma: un oggetto totemico prelevato dall’immaginario cinematografico o televisivo, che resta però uno strumento efficace di offesa, con tutto il suo potenziale distruttivo. In un’allarmante associazione tra giovinezza, consumo massificato e violenza implicita, Muzi mette in luce l’ambiguità di un modello di adolescenza capace di esercitare un fascino tanto autentico quanto conturbante. Forse anche per il suo essere un   modello di “alto consumo”.

Le opere di Giannetto Bravi invece hanno come mondo di riferimento il museo, e in particolare quell’area attrezzata per il consumo culturale che va sotto il nome di bookshop. Da qui Bravi attinge la materia prima con cui realizza la sua Quadreria  (una sorta di riassunto della pittura mondiale attraverso assemblaggi di cartoline dei capolavori), e ultimamente preleva anche gli oggetti del merchandising più avanzato: delle piccole eccellenze di ingegno commerciale, dei gadget visionari come scatole  di puzzle, gomme da cancellare, borse in tela, magneti decora-frigorifero che possono contare su di una sorta di “indotto d’aura”, su di un riflesso straniante di bellezza proveniente dalle opere riprodotte sulla loro superficie.    

 

 

Dal  6 Marzo 2012

Gioco di specchi

I curatori di questa rassegna hanno raccolto le opere di 19 artisti che, in tempi diversi, hanno lavorato su questa magica superficie. Infatti lo specchio non ha solo la capacità di riprodurre la realtà che ci circonda come mero ripetitore dell'esistente, ma assume anche valori altri che coinvolgono la nostra sfera psichica.

Le opere scelte per questa esposizione dimostrano, oltre alle diverse capacità realizzative, come ogni artista abbia manifestato anche il suo coinvolgimento emotivo misurandosi con questo materiale. Si va da interpretazioni ludiche ad altre concettuali, dalla negazione stessa della superficie alle citazioni storiche, fino al mito di Narciso.

Un'affascinante miscellanea che cattura l'osservatore rendendo lui stesso interprete partecipe di un coinvolgente ... gioco di specchi.

Artisti presenti

Gabriella BENEDINI Mirella BENTIVOGLIO Enrico BERTELLI Sergio BORRINI Clara BRASCA Giannetto BRAVI Viviana BUTTARELLI Alik CAVALIERE Candida FERRARI Franco GRIGNANI Hsiao CHIN Ugo LA PIETRA Alberto MARTINI Gianfranco MILANESI Nadia NAVA Lucia PESCADORr Luciano PIVOTTO Fausta SQUATRITI William XERRA

 

 

 

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Dal  5 Aprile all’11 Maggio 2012

Pina Inferrera

Atmosfere

L’artista avvalendosi della fotografia digitale, che poi elabora e compone, presenta boschi, laghi e lande ghiacciate immersi in un’atmosfera fantastica e volutamente irreale.

Gli alberi sembrano grandi piovre con radici e rami che appaiono come tentacoli. Siamo di fronte alla costruzione di un’immagine metafisica, dove, ancora, non è chiaro quale sia la realtà “vera” o quella apparente. Le tonalità dei colori che caratterizzano l’opera e l’obiettivo che si posa sui tronchi tagliati e sulle rive deserte lambite dall’acqua sembrano volere evocare il silenzio, la solitudine.

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Ad un’osservazione più attenta i ceppi tagliati sono attraversati da un’insospettabile vitalità: le radici si muovono come volessero artigliare la terra, muoversi su di essa con zampe che ghermiscono pietre.

Gli ambienti rimandano a visioni elfiche che  solo i racconti fiabeschi e romantici sapevano descrivere. E il visitatore entra in rapporto con una visione di una natura che preserva il proprio senso mistico e misterioso. I progetti espositivi dell’artista frequentemente prevedono un coinvolgimento sonoro con  musiche composte appositamente per le sue opere.         

                                                Roberto Mutti

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Le Trentatré erbe di Penone, anch’esse datate 1989, sono invece il risultato di un’azione di frottage con risvolti intensamente lirici. Le 33 opere verranno esposte una al giorno, come se fossero fogli di una sorta di calendario poetico incentrato sul rapporto tra uomo e natura.

In galleria saranno presenti anche altri due lavori di Merz: una Salamandra e un Fagiolo, entrambi realizzati nell’89 su carta da lucido in cassetta di ferro.

La mostra a cura di Roberto Borghi sarà il primo di due appuntamenti da Maria Cilena con i protagonisti della stagione artistica degli anni Settanta.

 

Il secondo rendez-vous si terrà dal 21 settembre al 22 dicembre e coinvolgerà Claudio Parmiggiani e Pier Paolo Calzolari.

 

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Dal  21 settembre al 22 dicembre 2012

Pier Paolo Calzolari - Claudio Parmiggiani

Opere dei primi anni settanta

Dopo la mostra degli “Erbari” di Mario Merz e Giuseppe Penone  la galleria Maria Cilena propone la seconda parte di un dittico espositivo curato da Roberto Borghi e dedicato ai protagonisti della scena artistica degli anni Sessanta e Settanta. Dal 21 settembre sarà infatti la volta di due figure appartate ma tutt’altro che marginali delle seconde avanguardie come Pier Paolo Calzolari e Claudio Parmiggiani, due autori – peraltro coetanei ed entrambi emiliani – di una ricerca assorta, priva di clamori e di sbalzi, che proprio per questo oggi ci appare più sedimentata e feconda di quella di molti altri.      

 

 

 

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Di Calzolari verranno esposte una serie di interventi su carta – realizzati con materiali sottili e labili come il tabacco, la colla di pesce, i cristalli di sale e i petali di rose – tutti datati 1971 e “Dense intense”, una scultura in neon, cuoio e ghiaccio finto.

Di Claudio Parmiggiani saranno presenti in galleria lavori fotografici del ciclo delle “Delocazioni”, una “Re-locazione, tela su tela” e foto di installazioni – tutte opere realizzate nel 1970.

 

 

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Presso Maria Cilena

il 15 novembre 2012 alle ore 17.00: Presentazione del giornale pubblicato per la mostra avvenuta a Mons  (Belgio)  da Jean-Pierre Denefve - Gallerie Koma. Con l’aiuto della Federation Wallonie Bruxelles e la Maison De La Culture de Tournai- Grephisme R.A.

 

presso l’aula 5 dell’Accademia di Belle Arti di Brera, Il 17 novembre alle ore 10.30 Valeria Tassinari spiegherà  le motivazioni che hanno riunito le due gallerie  in un incontro confronto con quattro artiste: Due italiane e due belghe in due momenti diversi e nei due luoghi. Italia –Belgio:

Clara Brasca & Cristina Pavesi- Emelyne Duval & Virginie Stricanne    

 

 

 

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19 settembre a chiusura della mostra ERBARI di MARIO MERZ – GIUSEPPE PENONE

Presentazione  del  libro d’artista di Davide Longfils: ERBARIO DI BORDO

Sarà presente in galleria insieme con alcune carte di un erbario di JOAN BANKEMPER  fino al 26 ottobre.

 

Erbario di bordo nasce dalla passione per la poesia e per l’aspetto poetico e temerario insito nella ricerca scientifica e nell’esplorazione delle cose della Natura. Prima dell’Illuminismo figure come l’astrologo e l’astronomo non erano distinte, la scienza e l’aspetto emotivo della ricerca e dell’osservazione convivevano in un continuo rimando e confronto. I marinai, in particolare, commercianti di spezie o esploratori, grazie alla loro carica emotiva e inquieta di spinta verso l’ignoto hanno restituito per secoli meraviglie da altri luoghi ed in particolare piante e spezie sconosciute. Qui, si rende omaggio al coraggio di molti di loro che proprio grazie a tante di queste erbe hanno potuto curare i malanni che le lunghe traversate causavano. Si rende anche omaggio a quegli scienziati che, per primi, hanno colto l’importanza di una catalogazione vera e viva com’ è quella degli erbari.