Dal 2 ottobre a 2 novembre 2008

Candida Ferrari e Lorella Salvagni "RI-FLESSIONI?"

Nell'incontro con gli artisti rimane sempre in sospeso una vibrazione che vaga, ondeggia tra la curiosità di novità mentre si insinua un'attesa.

L’incontro fra Lorella Salvagni (Mantova) e Candida Ferrari (Parma) è fra questi. Ricordo bene l’approccio conoscitivo della loro creatività eclettica, poetica, sensibile che non si spiega in un racconto ma nello spettacolo tutto da vedere e nell’immaginazione per le riflessioni che suscita.

Per Candida Ferrari, che non è nuova della galleria, nascono da un raggio incidente su una superficie riflettente e rinviato (secondo un raggio riflesso) a formare un angolo di luce uguale all'angolo di incidenza e giacente sullo stesso piano. Lorella Salvagni invece si esprime con mezzi cromatici, plexi e luci , raccolte in un caleidoscopico contenitore di terracotta.

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Una osservazione approfondita rivela: la laboriosa manipolazione del materiale condotta spesso sino alla negazione delle sue caratteristiche fisiche, e la mano che viene guidata dal tocco acuto del pensiero in una RIFLESSIONE che va dall'ombra alla luce, dal disordine all'ordine secondo un progetto mediante il quale prende coscienza e consistenza il pensiero che lo guida alla realizzazione dell'opera. Le due artiste operano in modo completamente diverso sia per i materiali impiegati sia per i risultati che ottengono ma tutte e due si misurano sempre a trasmettere visive e tattili sensazioni. Tra le sculture di luce di Lorella Salvagni, in un apparente magmatico sbriciolarsi della materia e i bianchi di Candida Ferrari ci sono variazioni continue di riflessi e linee guida concettuali, segniche, materiche, ma anche architetture sensibili.

Dal 22 maggio al 22 giugno 2008

Betty Danon "DI COSA SI NUTRE LA POESIA?"

"Di che cosa si nutre la poesia?" Betty Danon risponde. Con una ricerca artistica di trent'anni, fuori dagli schemi, fuori dai circuiti abituali, libera di esplorare i punti d'incontro tra il segno e la parola, tra il punto e la linea, tra l'essenzialità del bianco e nero e la vitalità del colore, tra l'arte e la vita.

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zionali - carta, cartone, tela, metallo - sono arrivati l'uso trasgressivo della macchina fotocopiatrice, il coinvolgimento delle bande magnetiche registrate, l'uso del video per documentare l'uso congiunto di suono e segno, il contributo degli elementi della natura, l'adozione del pentagramma in tutte le sue forme, l'esplosione nella dimensione internazionale attraverso la posta aerea, la scoperta del libro come oggetto di comunicazione e divulgazione e infine il computer, utilizzato sin dalle sue prime comparse nelle case private e accompagnato nella sua rapida evoluzione hardware e software.

Nata a Istanbul, cresciuta in scuole francesi e americane, si è trasferita a Milano nel 1956 e ha preso la nazionalità italiana. L'attenzione al segno e al linguaggio, in tutte le sue forme - dal tratto gestuale al suono e poi la combinazione dei due - ha caratterizzato la sua ricerca artistica, a sua volta riflesso di una profonda e incessante ricerca personale verso l'essenzialità delle cose. Dopo aver sperimentato gli strumenti grafici ed espressivi tradi-

Dal 2 aprile all'8 maggio 2008

Giannetto Bravi "UN PERPETUO INVITO AL VIAGGIO"

Artista e geologo a conoscerlo si rimane affascinati, per il gusto ironico con cui usa condurre la propria esistenza. E non si potrà non concordare che la simbiosi “Artista-opera d’arte” è pressochè totale. La sua arma è il grottesco e l’ironia e la sua attenzione creativa verso i luoghi e la gente del Vesuvio ha un lungo cammino iniziato nel 1969 ed è tutt’ora in corso.

La mostra comprende una piccola antologica di tutto il suo operato, presso lo studio e una esposizione de “ La Quadreria d’arte “ con la sua storia del paesaggio nella galleria: “ampia esposizione in progress presentata nella sua attuale configurazione-catturatele cartoline che raffigurano opere d’arte nelle librerie dei musei, le accosta in sequenze ripetitive trasformando esse stesse in altre opere che, inserite in accurate cornici diventano degne di esposizione.(Roberto Muti).”

“Un perpetuo invito al viaggio” è l’itinerario interminabile di studio e piacere che Giannetto Bravi compie e racconta da anni con le sue cartoline. Il suo viaggio è un percorso all’interno del suolo e insieme all’interno della storia dell’arte. Dal panorama dato a quello costruito e viceversa.

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Dal 14 febbraio al 14 marzo 2008

Luca Scarabelli "BICYCLE RACE ON THE MOON"

L’opera di Luca Scarabelli si sviluppa a partire da problematiche post-concettuali che indagano attraverso il senso del colore e con assemblaggi di materiali eterogenei prelevati dal quotidiano, il principio dell’incertezza, le convenzioni e la retorica del fare pittura e scultura. In questa personale presenta un gruppo di opere inedite, intrecciate fra loro dal racconto di un "possibile" autoritratto, sfuggente ed enigmatico. Disegno, scultura oggettuale e fotografia sono gli strumenti privilegiati della sua ricerca.

Luca Scarabelli rivisita così le forme del quotidiano, proponendo un percorso in cui il concetto è subordinato ad una visione poetica che costruisce immagini inesplorate e misteriose. La dialettica tra il disordine e l’ordine, intese come forma di crescita e sperimentazione continua, sono gli strumenti privilegiati del suo sguardo, momenti che sfrutta per far accadere "la verità aperta dall'opera stessa".

Luca Scarabelli è nato a Tradate (VA) nel 1965. Vive tra Locate Varesino (CO), New York e il mare Tranquillitatis. Ha compiuto studi artistici presso l'Accademia di Belle Arti di Brera (Milano). Tra le mostre recenti si ricorda la partecipazione alla collettiva "Collezionismi", all’Assab-One di Milano, curata da Elio Grazioli, e la mostra "Eden" curata da Martina Corgnati presso la galleria Milly Pozzi di Como.

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Questo nuovo codice non lascia spazio a eccessi e le percezioni che appaiono come indicazioni di direzioni, riflettono l'iconografia informatica o forse l'ordine nascosto dell'universo.

Le sue opere rappresentano soggetti-elementi che si muovono nello spazio, che percorrono traiettorie precise.

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Dall'8 gennaio all'8 febbraio 2008

Manuela Sonzogno "ROMA - PARIGI - BIRMANIA - SIBERIA - 2007"

MANUELA SONZOGNO è nata a Milano nel 1966 dove vive e lavora. L'artista, ancora legata ad un (recente) passato di pittura astratto-geometrica, elabora il suo nuovo sentire attraverso una ricerca del colore sul ritmo e sperimenta un nuovo codice visivo, fondato su accostamenti rigorosamente concettuali.

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I percorsi che si allargano in tutte le direzioni non seguendo più input casuali ma una precisa volontà esplorativa-espansiva. Il passaggio da un’conografia astratta al figurativo non è stato un preciso atto di volontà ma uno sviluppo naturale del lavoro che ha portato all'esigenza di soggetti riconoscibili e quindi maggiormente identificabili, poichè quello che l'artista cerca è una sempre più semplice e sintetica modalità di comunicazione.