Dicembre 2001 - Gennaio 2002

Ko Aarts "PRIVATE UNIVERSE”
Catalogo con testo di Rogier Ormeling

 

 

 

Dal 17 maggio al 22 giugno 2001

Silvia Levenson"PICCOLO TESORO"

Nata a Buenos Aires nel 1957, vive in Italia e lavora a Vigevano. Scultrice già nota per una serie di esposizioni pubbliche e private in Europa: Marsiglia, Barcellona, Amsterdam, Italia ( museo del vetro in Danimarca ) e in America. Questa mostra si contrappone all'idea della infanzia come anni dorati

 

 

 

 

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ai quali dovremo guardare con nostalgia. Le sculture che presenta seguono la linea conduttrice del suo lavoro, che è centrato su i piccoli/grandi disagi della vita quotidiana attraverso i quali l'artista indaga sui ruoli che la società ha imposto ad ognuno di noi. Parlando della propria infanzia, Doris Lessing diceva che la natura è saggia quando ci fa dimenticare i nostri primi tre anni di vita. Anni nei quali attraverso la sofferenza assimiliamo alcune informazioni vitali che ci aiuteranno a districarci nel futuro. In galleria saranno esposti corredi di neonati fatti in piombo, fragili giochi infantili di vetro, e reinterpretazioni di classici come Hansel e Gretel e La bella addormentata del bosco.

 

 

 

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Dal 1 marzo al 2 aprile 2001

Elena Arzuffi "BACKUP

Laureata in Semiotica presso l'Università di Bologna con la tesi " Semiotica del colore: il blu" (1986), vive a Milano e compie la sua attività creativa nella realizzazione di fotografie e video. Dopo una serie di esperienze espositive ha realizzato la sua prima  perso-

 

 

 

nale, in rete, in Blackmaria (Project Room della galleria Maria Cilena), visitabile all'indirizzo www.blackmaria.net e in *ActiveWorlds CHELSEA @20S 4E facing N. ancora visitabile in rete: trouble in mind è il salto nel vuoto e.. l'inizio di un viaggio trouble in mind and then... memory "backup" in questo luogo (Galleria) i backup sono i salvataggi di memoria, sono tutti i riepiloghi che si fanno a fine giornata prima di dormire, o quando pensiamo fortemente alla nostra vita per usarla come base di lavoro nel nostro quotidiano.

L'indagine è in più fasi, quasi una passeggiata intorno alle azioni nelle loro perplessità a cogliere l'attimo prezioso da non dimenticare, per essere attenti e non casuali, per leggere nei silenzi e nelle compostezze, per viaggiare e capire stando sempre nello stesso universo privato: ogni "fase" è descritta da coppie d'immagini; le immagini sono fotografie, lightbox, video.
 

 

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Dal 18 gennaio al 26 febbraio 2001

Carlo Zanni  “DERAMWEAVER”

Il Portatile è la finestra, il Desktop è il paesaggio, il Cursore l'orizzonte.
 

Brochure in galleria con testo di Bennett Simpson

 

 

 

 

 

 

Dal 5 aprile al 5 maggio 2001

François Perrin "CLIMA"

Nato a Parigi nel 1968, lavora a Parigi, NewYork e Los Angeles. Introduce la nozione di clima nel progetto di entrambi gli spazi virtuali e reali. Questa mostra presenta qualche esperienza sensoriale come umidità, odori, luci, suoni e uno spazio tridimensionale in un tempo reale interattivo, dove lo spettatore è in grado di muoversi e comunicare attraverso un clima virtuale. Presenti tre video proiezioni.

 

 

 

 

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Dal 16 novembre 2000 al 13 gennaio 2001

Florencia Martinez

“LA MITOLOGIA DEL QUOTIDIANO”  

Catalogo con testo di Valerio Dehò e brochure con testi di Alessandro Riva e Paola Tognon

Nata a Buenos Aires nel 1962, Florencia Martinez parte da sé per inventare una figura, un segno, una immagine. La biografia non è un fatto privato, da rinchiudere nel segreto del pro-

 

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Giugno - Luglio 2001

“RENDEZVOUS”
Elena Arzuffi / Florencia Martinez / Silvia Levenson

 

 

 

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prio diario, ma un modo per rivelare chi si è, farsi ascoltare e provocare nell'altro un'analoga e reciproca partecipazione alla propria vita. Il primo passo da compiere e, come tutti i primi passi può essere incerto, è non separare la ragione dai sentimenti e scavare dentro di sé, per trovare un modo di trasformare un'esperienza privata in un dialogo a cui altri possono partecipare. L'arte parla di questo, ma non sempre ci sentiamo autorizzati a trasferire le sue parole, le sue figure nella nostra vita quotidiana. Forse perché anche l'arte ha partecipato al lungo, complesso e grandioso percorso di invenzione del logos patriarcale e alla distinzione tra soggetto e oggetto, tra mente e corpo, tra uomo e donna. Si è creata una specie di supremazia della mente, che spesso l'arte tradiva, ma non in maniera esplicita. Così abbiamo imparato a guardarla come un prodigio eccezionale, che nessuno osava pensare riguardasse i propri piccoli, anonimi, banali, sentimenti quotidiani
Francesca Pasini a proposito di Florencia Martinez.